LICEI CASTELVETRANO

Lettera del Dirigente Scolastico dott.ssa Gaetana Maria Barresi

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Cari ragazzi,

ho deciso di scrivervi mentre penso alla nostra scuola, agli edifici che ospitano i nostri amati Licei, che così vuoti, sembrano diventare sempre più grandi, ingigantiti dal silenzio delle aule e dei corridoi. Tutto sembra apparentemente fermo e statico. Questa chiusura della  scuola mi spinge a parlare con voi, perché la nostra è una di quelle istituzioni che con i suoi ritmi ed i suoi riti segna lo scorrere del tempo e l’ordinato svolgersi del vivere civile.

Sono ormai trascorse più di due settimane da quando, per un evento inaspettato, la nostra vita è improvvisamente cambiata. La libertà di muoversi, di andare a lavorare, di uscire per fare una passeggiata, di incontrare qualcuno, semplicemente di abbracciarlo  sembrano esserci negate. Così come l’andare a scuola, incontrare compagni e professori, scoprire e conoscere sempre nuove cose, appassionarci e sperimentarne altre. Solo oggi abbiamo capito che  non è un gran guadagno restarsene a casa, non solo per le conseguenze a più livelli di questo coronavirus, ma, prima ancora, per la considerazione che la scuola è importante per tutti noi, che la scuola vive di relazioni, è fatta di relazioni, è costruita su dinamiche di classe e di scuola che richiedono che ci si incontri, che ci si guardi negli occhi, che si condividano speranze e pensieri. Perché la scuola è palestra di vita, è vita,  che nessuna tecnologia didattica potrà mai soppiantare. E questa assenza da scuola di questi giorni, sono sicura, ci fa apprezzare di più le cose che facciamo ogni giorno, gli incontri, i dialoghi, anche le difficoltà che riempiono comunque le nostre giornate: è la consapevolezza che ci  fa capire meglio il valore della presenza, della condivisione.

Capisco quindi che  il senso di smarrimento e la privazione forzata dei contatti quotidiani  preoccupa tutti noi,  che siamo alle prese con una criticità mai vista prima, difficile da codificare,  e voi ragazzi preoccupati per la sorte di questo travagliato anno scolastico. Vorrei però tranquillizzarvi : ognuno di noi farà la propria parte.  Questo tempo che adesso appare triste, l’ora buia che il nostro Paese sta vivendo, cerchiamo di  trasformarlo in qualcosa di positivo. Invertiamo la tendenza,  capovolgiamo l’inerzia di queste giornate che appaiono vuote, angoscianti e insignificanti. Rimbocchiamoci le maniche. Rifiutate la paura. Sfruttate questo tempo enorme, che avete a disposizione, lontano dai banchi per riflettere, per impegnarvi nello studio. Continuate il vostro percorso di formazione caratterizzato da dinamiche diverse, alternative. Affidatevi ai vostri insegnanti. Approfittate di questo momento per recuperare il tempo perduto. Colmate le vostre lacune. Non fermatevi. Condividete i vostri pensieri con i vostri amici e compagni. Dedicate del tempo ai vostri cari. Quel tempo che sempre ci manca e che non è mai abbastanza per fare tutto in questa vita frenetica. Leggete un bel libro, ascoltate della buona musica. Guardate un film. Arricchite questi momenti di affetto e interesse verso gli altri. Fatevi contagiare dalla voglia di fare, dalla gioia di vivere. Soprattutto voi ragazzi delle classi quinte,  a cui mi rivolgo particolarmente, percepisco la vostra preoccupazione per l’Esame di Stato, ma state tranquilli, tutti noi insieme ce la faremo e vi aiuteremo ad arrivare nel miglior modo possibile a quella importante prova. Non dobbiamo/dovete mollare. Tutti uniti verso il traguardo rappresentato dal superamento di questo stato di emergenza torneremo nei nostri habitat naturali. Tra i banchi. Nei corridoi in frotta con il vostro “lieto rumore”.

Quello che oggi appare come il peggiore degli incubi passerà. Torneremo alle nostre abitudini, ai nostri ritmi, ma tutto dovrà essere condotto con grande senso di responsabilità, con quel lavoro di squadra che ha sempre caratterizzato il nostro istituto e che ha fatto della nostra scuola una grande famiglia. Oggi è ancora il tempo dell’osservanza delle disposizioni che il nostro governo ci prescrive. Lottiamo con l’orgoglio e la forza di non arrenderci; con la fiducia e l’ottimismo che generano i necessari anticorpi per sconfiggere il virus fisico e sociale che ci attacca. Noi, in questo momento difficile e complesso, siamo “umanità” che non si abbatte e fa appello al proprio ingegno creativo per darsi nuove possibilità e per vincere sempre. Perché ricordate che tutto ciò che non uccide rende più forti. Ed allora avanti tutta, tracciamo la nuova rotta verso un orizzonte di fiducia e speranza in attesa che torniate a dare vita ai nostri cari licei con quell’allegria e quell’entusiasmo che sempre vi hanno caratterizzato.

Sicura di rivedervi presto vi abbraccio tutti “ virtualmente”.

Tania Barresi